annalisa's profileOº° н εℓℓ♡ . к і т т уи...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 21

    a te jovannotti x la mia vita

      



      



     

     
     
    May 16

    la vita

    ho imparato che sono
    le piccole cose che accadono tutti i giorni a rendere la vita cosi'
    spettacolare



    non bevete mai

    jaqueline vive in america, ha circa  25 anni e nel settembre del 1999 fu vittima di un incidente stradale per colpa di un ubriaco.
    Eccola Jaqueline, ritratta in una foto prima dell'incidente1
     
     
     
     
     
     
    Ecco Jaqueline dopo...
    jacqui_poster
     
    Quando leggiamo sui giornali i tristi resoconti degli incidenti stradali, copertina-graffitiche uccidono più giovani di una campagna di guerra, siamo solo sfiorati dal mare di dolore provocato da ciascuna di queste tragedie.
    Instintivamente ci ritraiamo da ciò che vorremmo non ci riguardasse.
    Invece ci riguarda: non solo la nostra compassione, ma anche la nostra responsabilità è chiamata in gioco.
    graffitiMa quel dolore che tocca ciascuno di noi ci può educare al rispetto della vita.
    I graffiti e le scritte riportate in questo volume ci aiutano a non restare indifferenti e, magari, ad essere più attenti, corretti e prudenti quando ci mettiamo alla guida.
    tratto da " I graffiti dell'anima,
    Angela Giò Ferrari e Alberto Re, Vannini editore"......
     
     
     
    Quello ke ci vogliono dire è ke nn si deve mai bere e poi guidare!!! maiiiiiiiiiiii

    May 13

    luca carboni

     

     
    May 08

    antonello

    Scrivi qui il tuo testo o scrivi i tuoi codici html
      
     

    aiutamole


    cbm - insieme per fare di piu'
    Vedere il mio bambino, ecco il regalo che vorrei per la festa della mamma
    Ascolto le risate della mia bambina, consolo il suo pianto, accarezzo la sua pelle, la stringo tra le mie braccia. Ma non conosco il suo sorriso, i lineamenti del suo viso, non ho mai visto i suoi occhi

    Nei Paesi in via di sviluppo una mamma che ha la cataratta è destinata a rimanere cieca per sempre. Eppure basta un'operazione di soli 15 minuti per ridarle la vista. cbm da 100 anni riporta la luce nella vita di chi sarebbe destinato al buio per sempre. cbm interviene, sostiene, opera e restituisce ad ogni bambino lo sguardo pieno d'amore della sua mamma.

    Regala adesso la vista ad una mamma cieca
    Dona online! >
    Stai vicino ogni giorno a tante mamme cieche
    Attiva un sostegno regolare >
    Restituisci la vista ad una mamma cieca e sarà festa per sempre
    May 07

    animali curiosi

    squalo_in_piscina

    ecco perchè ho smesso la piscina!!!

     

    ahh l'amore!!! criceti_in_amore

    gatto_rompiscatolebuona notte...
     
    gatto_in_piedi
    sta aspettando la fidanzata?
     
    pitone_e_ragazzapitone CURIOSO!!!
     
    poker_tra_scoiattolivuoi giocare?
     
    gatto_chicKATWOMAN
     
    corna_gigantisua moglie sarà un po' zoccola
     
    pesce_vs_gatto ti sta bene!
     
    ochette_tombinomamma in..grata
     
    topo bush
    topolino_bush

    canefiol2co

    minchia se sono figo

    topolini_acrobazieil circe do topei

    piccione_bastardopiccione bastardo!

     

    stranezze nel mondo!

    1) In Libano, l'uomo è legalmente autorizzato a fare sesso con gli
    animali, ma gli animali devono essere femmine. Avere relazioni sessuali
    con un animale maschio è punibile con la morte.



    2) In Bahrain, un dottore maschio può legalmente esaminare i genitali
    della donna, ma è proibito guardarli direttamente durante l'esame, può
    solamente vederli riflessi in uno specchio.



    3) Ai musulmanni è vietato guardare i genitali di un cadavere, questo si
    applica anche ai becchini, gli organi sessuali del morto devono essere
    coperti da un mattone o un pezzo di panno. (Un mattone???)



    4) La pena per la masturbazione in Indonesia è la decapitazione.



    5) Ci sono uomini in Guam il cui lavoro a tempo pieno è di girare per le
    campagne e deflorare giovani vergini, chi li paga per avere il privilegio
    di fare se sso per la prima volta...
    Motivo: la legge di Guam proibisce espressamente alle vergini di sposarsi.



    6) In Hong Kong, alla moglie tradita è legalmente permesso di uccidere il
    marito adultero, ma lo può fare solo a mani nude, d'altro canto l'amante
    del marito può essere uccisa in qualsivoglia maniera.



    7) Venditrici in topless sono legali a Liverpool, ma solo in negozi di pesci tropicali.



    8) A Cali, in Colombia, la donna può solo fare sesso con suo marito, e la
    prima volta che succede sua madre deve testimoniare all'atto.



    9) A Santa Cruz, Bolivia, è illegale per un uomo fare sesso con una donna
    e con sua sorella allo stesso tempo. ( si presume che fosse un problema
    abbastanza grande per dover fare una legge?)



    10) Nel Maryland è proibito vendere preservativi nei distributori
    automatici con una eccezione, i preservativi possono essere venduti nelle
    macchinette solamente in luoghi dove sono vendute bevande alcoliche per
    consumo sul posto...

    May 03

    per la mia camy

     
    La fantastica Diddlcard N° 19

    La fantastica Diddlcard N° 55

     

     

    La fantastica Diddlcard N° 134
     
     
     
     

     

     

    April 30

    Vasco

    star121ze1Tu sì.....che sei Speciale
    ti invidio sempre un po'
    sai sempre cosa fare...e...
    e che cosa è giusto o no!
    Tu sei così sicura
    di tutto intorno a te
    che sembri quasi un'onda che
    che si trascina.....me
    lascia stare
    che ho qualche anno in più
    meno male
    che sei convinta tu
    io sto uguale
    mi chiedo solo se
    faccio male...a volte
    a ridere di te star121ze1

    Le stelle stanno in cielo
    e i Sogni....non lo so
    So solo che son pochi....
    quelli che s'avverano
    Io so che sei una donna
    Onesta!......non lo so
    soprattutto con Se Stessa...
    con Se Stessa....forse no

    lascia stare
    che ho qualche anno in più
    meno male
    che sei convinta tu
    io sto uguale
    ...adesso penso che
    chissà quante volte
    star121ze1hai riso tu di me

    April 29

    ..

    Image and video hosting by TinyPic

    noi donne al bagno pubblico

     grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: " MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto" e poi ti mostrava "la posizione" che consiste nel  bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
    "La posizione" è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita.
    Ma ancora oggi, da adulte, "la posizione" è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
    Quando "devi andare" in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt!
    Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate.
    È la posizione ufficiale di "me la sto facendo addosso".
    Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con "la bambina piccola che non può più trattenersi" e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
    A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono  gambe.
    Sono tutti occupati.
    Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce.
    Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi
    ma le tieni perché non si sa mai.
    Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi "la posizione"...
    AAhhhhhh...finalmente...
    A questo punto cominciano a tremarti le gambe...perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo.
    Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di  pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa "non sederti mai su un gabinetto pubblico!", così rimani nella "posizione", ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!!
    Sei fortunata se non ti bagni le scarpe.
    Mantenere "la posizione" richiede grande concentrazione.
    Per allontanare dalla mente questa disgrazia,  cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai).
    Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco,  altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati.
    NO!! Allora urli "O-CCU-PA-TOOO!!!", continuando a spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in casi come questi e ti accontenti di uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché  in questi posti fa sempre un caldo terribile.
    Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al Collo per la borsa, il sudore  che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha  mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero "non sai quante malattie potresti prenderti qui".
    Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
    Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
    Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino;l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo!
    Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!
    A me è capitato una volta, e non sono l'unica a quanto ne so!
    Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.
    "Perché ci hai messo tanto?" ti chiede irritato. "C'era molta coda" ti limiti a rispondere.
    E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il
    kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere "la posizione". E la dignità.

    April 26

    abiti da sposa walt disney

    Scrivi qui il tuo testo o scrivi i tuoi codici html
    Style C2801

     

    SW2806

     

    J2818

     

    B2810

     

    Style C2701

    A2730

     

    B2714

     

     

    April 21

    noi

    Noi che la penitenza era "direfarebaciareletteratestamento"
    Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo il GameBoy
    Noi che giravamo con i pattini
    Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, poi la bella e poi la bella della bella
    Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" e conoscevamo tutti i personaggi a memoria
    Noi che giocavamo a Forza 4
    Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola)
    Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini
    Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto"
    Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color..."
    Noi che giocavamo a "Merda" con le carte
    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri  e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic
    Noi che avevamo i cartoni animati belli
    Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake  Mazinga  e Daitan3
    Noi che Super3 non era solo un canale
    Noi che le barzellette cominciavano con Pierino, il fantasma formaggino o un Francese, un tedesco e un italiano
    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia
    Noi che si andava in cabina a telefonare
    Noi che esisteva ancora la Polaroid
    Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
    Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo
    Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo
    Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo e più era rosso più eri figo.
    Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
    Noi che a scuola ci andavamo da soli  e tornavamo da soli.
    Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario a casa era il terrore
    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica suGoogle
    Noi che potevamo star fuori in bici il pomeriggio
    Noi che sapevamo che erano le 4 perché iniziava BIM BUM BAM
    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days
    Noi che il primo novembre era "Tutti i santi"  mica Halloween
    Noi che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda
    Noi che le merendine erano la girella e la crostatina al cioccolato
    Noi che non potevamo bere la Coca Cola troppo tardi perchè non ci faceva dormire
    Noi che giocavamo col Super Tele
    Noi che il Tango costava ancora 5 mila lire e.."stai sicuro che questo non vola..."
    'Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde conl'interno arancione e i miniciccioli nel taschino
    Noi che obbligavamo i maschietti a giocare a Campana
    Noi che facevamo Palla Avvelenata
    Noi che giocavamo a RubaBandiera
    Noi che facevamo a gara a chi masticava più big.babol contemporaneamente.
    Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per tutta casa
    Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le mani non era fallo.
    Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta
    Noi che al nostro compleanno invitavamo TUTTI  i nostri compagni di classe.
    Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
    Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
    Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
    Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.mila.lire
    Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle amichette stronze
    Noi che alle gite non potevamo uscire dalle camere la notte

    NOI CHE ADESSO SIAMO  NEL 2008 E CERTE COSE LE RICORDIAMO SORRIDENDO
    NOI CHE CERTE COSE LE ABBIAMO VISSUTE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO
    PERSI!

    bagno doccia in pubblicità!

    - La doccia la fanno solo le donne gli uomini semmai stanno ad aspettare la donna...

    - E comunque la doccia la fanno solo ragazze dai 20 ai 30 anni

    - Appena entri l'acqua è perfettamente calda o come la vorresti tu...

    - A volte il bagno lo fai dentro  una macchino o in una cascata...

    - Appena esci tranne in rare occasioni sei perfettamente asciutta capelli compresi...

    - Hai sempre un'accappatoio  bianco brillante morbido e accogliente o comunque uno di seta rosso...

    - Lei e l'uomo fanno stupidi giochetti tipo: "che cos'è?"
    "seta?"
    "no è la mia pelle sono nuda!"

    - Comunque lui ha sempre gli occhi azzurri

    - Non usi la spugna

    - Raccogli l'acqua con le mani

    - E se i maschi fanno la doccia la fanno solo in presenza del loro pargolo...(ma perchè?)

    - Hai un bagno di 30x40 metri quadrati

    - La doccia o la vasca è fatta di cristallo o di vetro

    - Ti passi la schiuma del sapone con le mani sempre e solo sul braccio fino alla spalla

    - Quando esci non trovi la temperatura fredda ma ti senti a tuo agio (con l'accappatoio di seta)

    - Se ti lavi in macchina di giorno stai certa che nessuno viene a spiarti e comunque la macchina è saldata in modo tale che l'acqua non fuoriesca

    - Quando esci dalla doccia e hai dei marmocchi intorno stai sicura che parlano di te e del fatto che come esci non hai freddo e non usi un'asciugamano ma un'olio dagli strani contenuti

    - Vivi nella doccia

    - E le scatolette sono tutte uguali

    -Per lo shampoo c'è sempre un bambino di torno che ti piglia per il culo per i capelli...

    -Se sei fuori dalla doccia hai una casa da plurimiliardario in vetro con un giardino che si estende per intere vallate...


    April 20

    perchè si dice così?

    A bizzeffe
    Viene dalla lingua araba, dove bizzaf significa "molto".
    E' anche interessante notare quanto dice il Minucci nelle "Note al Malmantile":
    "Quando il sommo magistrato romano intendeva fare a un supplicante la grazia senza limitazione, faceva il rescritto sotto al memoriale, che diceva 'fiat, fiat' (sia sia) anziché semplicemente 'fiat', che scrivevasi quando la grazia era meno piena, dipoi per brevità costumarono di dimostrare questa pienezza di grazia con due sole 'ff', onde quello che conseguiva tal grazia diceva: Ho avuto la grazia a 'bis effe'".
    A caval donato non si guarda in bocca
    Il proverbio significa che dei regali dobbiamo sempre essere grati, anche se di scarso valore; e si dice così perché l'età di un cavallo si giudica guardando lo stato della sua dentatura, già 'lo stato' e non il numero dei denti. Non lo sapeva quel ragazzotto di campagna che andò al mercato ad acquistare un cavallo, e poiché il padre gli aveva raccomandato di osservare bene i denti dell'animale, si indignò nei confronti del mercante dicendogli: "Mi volete imbrogliare! Vendermi un cavallo di quarant'anni!". Tanti infatti sono i denti del cavallo adulto... e il ragazzotto li aveva contati...
    Acqua in bocca
    Il lessicografo Giacchi dà questa spiegazione. Si narra che una femminuccia, molto dedita alla maldicenza, ma anche devotissima, pregasse il suo confessore di darle un rimedio contro quel peccato. Il confessore insinuava conforti e preghiere, ma inutilmente. Un bel giorno diede alla donna una boccetta d'acqua del pozzo raccomandandole di tenerla sempre con sé e quando sentiva la voglia di 'sparlare' ne mettesse alcune gocce in bocca e ve le tenesse ben chiuse finché non fosse passata la tentazione. La donna così fece, e negli atti ripetuti trovò tanto vantaggio, che alla fine si liberò dal vizio dominante, e come fosse femmina di poco levatura tenne poi quell'acqua per miracolosa.

    Alle calende greche
    Nel calendario romano con la parola calende si indicava il primo giorno d'ogni mese, Ma questo era ignoto ai Greci. Perciò, fin da tempi remoti, si dice rimandare alle calende greche una faccenda, per intendere che essa non sarà fatta mai.
    Andare a scopare il mare
    Il senso di quest'espressione ­ anche se con molta probabilità è sconosciuta ai più ­ ci sembra intuitivo: cacciarsi in un'impresa che non avrà nessuna possibilità di successo; fare, insomma, un lavoro completamente inutile. Si adopera, per lo più, nella variante "mandare a scopare il mare" quando si vuole invitare una persona a togliersi di torno; mandandola, magari, a fare una cosa inutile ma eviterà ad altri di perdere tempo nel proprio lavoro. Si usa anche nei confronti di una persona che si invita a non dire sciocchezze o a farla desistere dal tenere comportamenti noiosi e, molto spesso importuni. Si usa, insomma, nei confronti di persone insistenti, noiose e fanfarone.
    Avere il mal del prete
    Si adopera quest'espressione quando si viene a conoscenza di segreti che, naturalmente, non si possono rivelare a nessuno e si è tormentati come lo è il prete allorché viene a sapere di fatti delittuosi confidatigli in confessione. L'origine di questo modo di dire ­ forse poco conosciuto ­ ci è "raccontata" dal Poliziano in una ballata: "Donne mie, voi non sapete, / ch'io ho il mal ch'avea quel prete. / Fu un prete (questa è vera) / ch'avea morto el porcellino. / Ben sapete che una sera / Gliel rubò un contadino / Ch'era quivi suo vicino / (altri dice suo compare); / Poi s'andò a confessare / e contò del porco al prete. / El messere se ne voleva / Pur andare alla ragione: / Ma pensò che non poteva, / Ché l'avea in confessione. / Dicea poi tra le persone: / Oimè, ch'io ho un male, / ch'io non posso dire avale. / Et anch'io ho il mal del prete".
    Avere la coda di paglia
    Un'antica favola racconta che una giovane volpe cadde disgraziatamente in una tagliola; riuscì a fuggire ma gran parte della coda rimase nella tagliola. Si sa che la bellezza delle volpi è tutta nella coda, e la poveretta si vergognava di farsi vedere con quel brutto mozzicone. Gli animali che la conoscevano ebbero pietà e le costruirono una coda di paglia. Tutti mantennero il segreto tranne un galletto che disse la cosa in confidenza a qualcuno e, di confidenza in confidenza, la cosa fu saputa dai padroni dei pollai, i quali accesero un po' di fuoco davanti ad ogni stia. La volpe, per paura di bruciarsi la coda, evitò di avvicinarsi alle stie. Si dice che uno ha la coda di paglia quando ha commesso qualche birbonata ed ha paura di essere scoperto.
    Aver mangiato noci
    Ecco uno dei tanti modi di dire della nostra lingua poco conosciuto ma "molto" adoperato da tutti coloro che nel corso della loro vita ­ loro malgrado ­ hanno avuto a che fare con i "mangiatori di noci" che, in senso figurato, si dice di persone che sono sempre mal disposte e di animo cattivo nei confronti di tutti quelli che, al contrario, cercano di assecondarle in tutto e per tutto. "Mangia noci", insomma, colui che parla sempre male di tutti. La locuzione è chiaramente una metafora, vale a dire un modo figurato: le noci ­ è noto a tutti ­ fanno l'alito cattivo e di conseguenza anche le ... parole che escono dalla bocca di coloro che le hanno mangiate. Il modo di dire, quindi, fuor di metafora o di sarcasmo, significa "possedere un animo cattivo" e "sparlare di qualcuno". Un bellissimo esempio di quest'espressione ­ ripetiamo, poco conosciuta ­ si può leggere nel Cecchi: "Be' Crezia / Tu ti sei risentita in mala tempra; / Oh sì, iersera tu mangiasti noci / Che t'ànno fatto sì cattiva lingua".
    Bagnare il naso
    L'origine dell'espressione è piuttosto brutta! Nelle antiche scuole torinesi, il maestro chiamava il discepolo più bravo perché bagnasse, col dito intinto nella saliva, il naso del compagno che aveva commesso un grave errore. Talvolta era lo stesso maestro che compiva questa bella funzione.
    Calma e gesso!
    Questo non è propriamente un modo di dire ma un'esclamazione con la quale si invita una persona a non prendere delle decisioni affrettate delle quali, in futuro, potrebbe pentirsi; ma, al contrario, valutare con la massima attenzione una determinata situazione per affrontarla nel modo migliore e "goderne", eventualmente, i benefici.
    Gli appassionati del gioco del biliardo dovrebbero conoscerla bene. Prima di un tiro particolarmente difficile, i giocatori esperti valutano con la massima calma la posizione delle biglie e strofinano con il gesso la punta della stecca al fine di renderla "uniforme" ed essere sicuri, quindi, di riuscire ad effettuare al meglio il tiro studiato attentamente.
    Campa cavallo
    Si racconta che un povero diavolo portava a mano un cavallo vecchio, stanco, sfinito, per una strada sassosa dove si vedeva appena, di quando in quando, un misero filuccio d'erba. Il cavallo stava per cadere, sopraffatto dalla fame e il padrone cercava d'incoraggiarlo dicendogli: "Non morire, cavallo mio, tira avanti ancora per un po'; campa finché crescerà l'erba e potrai sfamarti".
    Chi ha fatto trenta può fare trentuno
    Papa Leone X, il 1º luglio 1517 creò trenta nuovi cardinali; poi gli parve che un altro prelato fosse pure degno di quell'onore e nomino cardinale anche lui. A coloro che si meravigliarono del fatto che il papa, che aveva deciso di fare trenta cardinali, ne avesse poi fatto uno di più, Leone X rispose "Chi ha fatto trenta può fare trentuno".
    Ciao
    In passato esisteva il saluto deferente schiavo (per dire: 'servo suo'); poi, specialmente nella regione veneta, si abbreviò la parola in s-cio. In seguito si è trasformata in ciao. Ma il saluto, che prima era ossequioso, è diventato, invece, il più confidenziale. Fino a circa un secolo fa, la parola era usata solo nell'Italia settentrionale.
    Ciurlar nel manico
    Se la lama di un coltello o di altro simile arnese non è ben inserita nel manico o se ne è staccata per il lungo uso, l'arnese diventa inservibile, perché la lama perde ogni resistenza girando (ciurlando) nel manico. Perciò quando una persona o una cosa risulta incerta e non affidabile si dice che ciurla nel manico.
    Dare botte da orbi
    Anche nell'ira, colui che picchia, può darsi che abbia qualche riguardo per non fare troppo male; ma un cieco, no! Lui non sa dove batte e colpisce senza pietà e misura.
    Dar le mele a una persona.
    Quest'espressione ­ forse non molto conosciuta ­ si adopera allorché si vuole dare una particolare rilevanza al fatto che due persone se le sono date di santa ragione e una, in particolare, è stata picchiata con un bastone. Ma cosa ha a che vedere il bastone? Semplice. Questo 'arnese' viene adoperato per "picchiare" l'albero allo scopo di far cadere le mele. In senso metaforico o figurato questa locuzione si usa quando si "picchia" moralmente una persona: in fatto di destrezza tuo fratello ti dà le mele.
    Do ut des
    Proverbio latino, che significa "do affinché tu dia". E' il proverbio degli egoisti.
    Essere al verde
    Significa "essere a corto di denaro". Per molto tempo si è usato appaltare i servizi pubblici per mezzo di un'asta. Il banditore accendeva una candela la cui base era tinta di verde. Finché la candela non era arrivata al verde, era lecito fare offerte; dopo, non più.
    Secondo altra interpretazione, l'espressione si riferisce semplicemente al fatto che le candele avevano la base tinta di verde.
    Fare fiasco
    Anticamente c'era a Firenze un artista comico che, ogni sera, si presentava tenendo fra le mani un oggetto nuovo; e su questo oggetto improvvisava versi buffi che facevano ridere il pubblico. Una sera si presentò con un fiasco, ma i versi non piacquero e ci fu un concerto di fischi. Da allora in poi si disse far fiasco per non riuscire in qualche cosa.
    Far forno
    Gli amanti del teatro dovrebbero conoscere quest'espressione che è propria, appunto, del gergo teatrale. Per la spiegazione e l'origine della locuzione ricorriamo a un dialogo immaginario tra padre e figlio.
    Peppino non era più in sé per la gioia: il padre gli aveva promesso che il giorno del suo compleanno lo avrebbe condotto a teatro e sarebbe stata la prima volta che il fanciullo avrebbe assistito, "dal vivo", a una rappresentazione del genere. L'attesa, quindi, era spasmodica. Quel giorno, finalmente, arrivò. "Sbrigati Peppino, oggi è il giorno in cui il teatro 'fa forno', la sala sarà tutta nostra, nessuno ci disturberà, vedrai come staremo bene. Il giovinetto, lì per lì, restò interdetto; pensò che il teatro in quel giorno si sarebbe trasformato in una ... pizzeria, e lui non aveva voglia di mangiare una pizza, voleva andare a teatro, come promessogli dal padre. Si fece coraggio e chiese spiegazioni. "Papà, veramente mi avevi promesso che saremmo andati a teatro, non a mangiare una pizza; perché hai cambiato idea?". "Sciocchino ­ ribattè il padre ­ andiamo a teatro, stai tranquillo, e la sala sarà tutta per noi perché 'fanno forno' ", appunto.
    Nel gergo teatrale, dunque, "far forno" significa 'rappresentare a teatro vuoto'. Quest'espressione è un calco sul francese 'faire (un) four' e, pare, si adoperasse quando la sala era quasi vuota e, accomiatati i pochi spettatori presenti, si spegnevano le luci rendendola in tal modo scura, buia come un forno".
    Fare il portoghese
    (Non pagare il biglietto). L'origine dell'espressione risale al secolo XVIII: l'ambasciata del Portogallo a Roma, per festeggiare un avvenimento, aveva indetto una recita al teatro Argentina per la quale non erano stati distribuiti i biglietti d'invito; bastava presentarsi come "portoghesi". (Dal Dizionario Enciclopedico Italiano).

    Fare la cresta sulla spesa
    Anticamente si chiamava agresto un condimento asprigno che si ricavava dall'uva poco matura e i contadini, quando coglievano l'uva poco matura per far l'agresto, coglievano anche un po' di quella buona che avrebbero invece dovuto portare al padrone; e si diceva far l'agresto per indicare questa piccola ruberia. In seguito, far l'agresto è diventato far la cresta.
    Fare una cosa di soppiatto
    L'espressione significa "agire furtivamente, di nascosto". Non tutti sanno, forse, qual è il significato proprio di "soppiatto". E' un aggettivo che si adopera esclusivamente nelle locuzioni simili: uscire di soppiatto; entrare di soppiatto, ecc. e propriamente vale "appiattandosi". E' composto con il prefisso "so(b)" ­ che è il latino "sub" (sotto) ­ e l'aggettivo "piatto" ­ che è tratto dal latino medievale "plattus" ('largo', 'aperto') ­ quindi "schiacciato". La persona che entra di soppiatto, quindi, figuratamente si "appiattisce", si "schiaccia" per ridurre il volume e non farsi notare.
    Fare un tiro mancino
    Se pensiamo che uno voglia colpirci, istintivamente teniamo d'occhio la sua destra; se il colpo ci viene invece dato con la sinistra, diventa più pericoloso, perchè inaspettato.
    Il capro espiatorio
    Gli Ebrei avevano anticamente una strana usanza. Mosè aveva ordinato che ogni anno si celebrasse l'espiazione dei peccati. Nel giorno designato, il sommo sacerdote prendeva due capri: il primo veniva sgozzato e il sacerdote lo caricava, simbolicamente, di tutti i peccati suoi e del popolo; l'altro veniva mandato via perché si disperdesse nel deserto e non tornasse mai più. Il primo si chiamava capro espiatorio, il secondo capro emissario.; l
    Il pomo della discordia
    Gli antichi credevano che ci fosse una dea, figlia della Notte, sorella di Nèmesi (vendetta) e delle Parche (brutte vecchie dalle mani artigliate). Questa dea, amica di Marte, si chiamava Discordia e faceva onore al suo nome aizzando continuamente litigi, pettegolezzi e malignità. Giove, sereno e tollerante come tutti i grandi, la sopportò per un bel po' ma alla fine perse la pazienza e scacciò Discordia dal cielo. Rabbiosa per questo smacco, Discordia cercò ogni occasione per vendicarsi. Quando ci fu il matrimonio di Teti (dea del mare) e Peleo (semplice mortale) furono invitati dee e dei, uomini e donne, ma certo non fu invitata madama Discordia. Al culmine della festa, lei getto sulla tavola una mela d'oro su cui era scritto: "alla più bella". Le dee più belle presenti al banchetto erano tre: Giunone, Minerva e Venere. Ciascuna pretese la mela per sé e nacque un putiferio, la pace della festa fu turbata e l'allegria finì. Le tre dee si rivolsero ad un pastorello, Paride, perché decidesse quale fra loro fosse la più bella e Paride scelse Venere. Le altre due non si rassegnarono e da ciò derivò un mondo di guai.
    La pietra dello scandalo
    Al tempo dei Romani, quando un disgraziato commerciante falliva, doveva sedersi su una pietra e dir forte ai suoi creditori: Cedo bona ossia 'cedo i miei averi': Dopo ciò, i creditori non avevano più diritto di molestarlo. La pietra, testimone del fatto doloroso, si chiamava pietra dello scandalo.
    L'uovo di Colombo
    Si racconta che dopo che Cristoforo Colombo scoprì l'America, ci furono tante persone che cercavano di sminuire la sua impresa dicendo che non era poi stato una gran che. Sembra che un giorno Cristoforo Colombo avesse attorno a sé parecchi di tali contestatori e domando loro:"Chi di voi è capace di fare star ritto un uovo?" Tutti ci provarono ma nessuno ci riuscì: Allora Colombo prese l'uovo, lo schiacciò da un lato e la cosa risultò facilissima...
    Lupus in fabula
    Anche se adesso questo detto ha assunto una valenza un po' diversa, originariamente stava a significare l'arrivo di una persona che ci impedisce di parlare su un certo argomento. Questo perché nelle antiche favole si parlava sempre del lupo come di animale pericolosissimo; si diceva che la sua presenza togliesse la parola agli uomini, facendoli ammutolire dallo spavento.
    Mangiare la foglia
    In origine l'espressione era "aver mangiato la foglia" con il significato di 'capire al volo'; intendere prontamente il senso del discorso; capire subito le intenzioni altrui. Fra le tante spiegazioni, quella che dà Ugo Enrico Paoli sembra la più convincente. Egli considera la foglia come un collettivo: più foglie che si fanno mangiare agli animali vaccini. Questi si dividono in due gruppi: i lattanti che prendono il nutrimento dalla poppa materna e le bestie adulte che hanno già cominciato a mangiare la ... foglia. Secondo il Paoli, quindi, il senso pratico del mondo contadino ha associato alla locuzione "aver mangiato la foglia" il concetto di saggezza.
    Mangiar le noci col mallo
    Riferita a una persona che dice male di un'altra ancora più maldicente. Benedetto Varchi, nel suo "Ercolano", così spiega il modo di dire (anche questo poco conosciuto, per la verità): "Di coloro che hanno cattiva lingua, e dicon male volentieri, si dice: 'egli ha mangiato noci', benché il volgo dice 'noce'; e 'mangiar le noci col mallo' (l'involucro della noce, della mandorla e di frutti simili, ndr) si dice di quegli che dicon male e cozzano con coloro i quali sanno dir male meglio di essi, di maniera che non ne stanno in capitale, anzi ne scapitano, e perdono in di grosso".
    Non esser della parrocchia
    Non far parte di un gruppo, di una combriccola; essere, insomma, un "estraneo", in particolare riferito a colui che volontariamente si tiene fuori dalle discussioni e da ambienti che non gli "aggradano". L'aneddoto di un autore ignoto tenta di dare una spiegazione circa l'origine del modo di dire: "Si narra che un sacerdote, durante la predica, allo scopo di sollevare il morale un po' depresso dei suoi fedeli si mise a raccontare qualcosa di molto divertente che provocava frequentissimi sorrisi negli astanti. Uno soltanto, in fondo alla navata, ascoltava impassibile, come se fosse 'estraneo' all'ambiente. Un fedele, incuriosito, non poté trattenersi dal chiedergli spiegazioni del suo strano comportamento. 'Mi perdoni ­ l'apostrofò ­ perché mai lei non ride?'. E quest'ultimo, con assoluta cortesia, 'perché non sono della parrocchia'; volendo dire, probabilmente, che non capiva a cosa si riferissero le spiritose battute del sacerdote, non conoscendo né il posto né la gente".
    Ovazione
    Si dice che viene tributata un'ovazione ad una persona quando viene acclamata dalla folla, con applausi, ecc. Secondo i Romani, quando uno era degno di onoranze, lo si faceva procedere a piedi o a cavallo con una toga ricamata e incoronato di mirto, fra le ali della folla. Poi in suo onore veniva sacrificata una pecora; e proprio dal nome di quest'animale (ovis = pecora) la cerimonia si chiamava ovazione.
    Per filo e per segno
    Un tempo, gli imbianchini sul muro e i segantini sul legno usavano 'batter la corda', ossia tenevano sul muro o sul legno un filo intinto di una polvere colorata e poi lo lasciavano andare di colpo, in modo che ne rimanesse l'impronta. Tale impronta o segno indicava la linea da seguire nell'imbiancare o nel segare. Da lì è derivato l'uso di dire per filo e per segno per intendere 'ordinatamente, con sicura esattezza'.
    Piantare in asso
    L'espressione non è altro che la deformazione popolare della locuzione "piantare (o lasciare) in Nasso", un'isola greca dove - secondo la mitologia - Teseo, il "giustiziere" del Minotauro, avrebbe abbandonato ("piantato") la sposa Arianna dopo che costei l'aveva aiutato a condurre in porto l'impresa con il suo celeberrimo "filo".
    Prendere il lato alla predica
    Questo modo di dire - per la verità poco conosciuto - si tira in ballo quando si vuole mettere bene in evidenza il fatto che per raggiungere un determinato fine occorrono "astuzia", "sveltezza", "accortezza" eþ "occhio" per non cadere in fallo. L'espressione trae origine dall'antica usanza dei fedeli che si recavano in chiesa ad ascoltare la predica e cercavano di prendere il "lato", vale a dire il posto migliore per poterla ascoltare meglio. Naturalmente si faceva molta fatica perþ trovarlo, bisognava, quindi, essere svelti per non lasciarsi sopraffare dai più zelanti e non correre il rischio di rimanere in fondo alla Chiesa dove la "vista" e l' "udito" non erano appagati. Con il trascorrere del tempo la locuzione ha assunto il significato - più generico - di "usare qualunque accorgimento per raggiungere, in pace, un determinato scopo".
    Prendere una cantonata
    Se chi guida un carro fa una curva troppo stretta, urta col mozzo della ruota contro l'angolo di una strada e può accadere un guaio. Perciò, prendere una cantonata in senso figurato significa commettere un errore, prendere un abbaglio.
    Questione di lana caprina
    Le pecore hanno la lana, ma le capre hanno il pelo o la lana? Può essere una questione importante! Quando si vuol criticare qualcuno che sottilizza, arzigogola su argomenti futilissimi, si dice che perde tempo intorno a questioni di lana caprina
    Raccogliere i broccoli
    Questa locuzione pur essendo ­ con molta probabilità ­ sconosciuta ai più, è messa in pratica da molte persone, soprattutto nei posti di lavoro. Chi raccoglie i broccoli, dunque, naturalmente in senso figurato? Colui che si diverte a divulgare pettegolezzi e maldicenze nei confronti di tutti. L'espressione sembra faccia riferimento ai discorsi delle massaie le quali, quando vanno a "raccogliere i broccoli", cioè al mercato, si scambiano notizie e pettegolezzi su tutto e per tutti. Cari amici, quanti "raccoglitori di broccoli" vi è capitato d'incontrare durante la vostra vita?
    Restare di sale
    Nella Bibbia si narra che durante il fuoco celeste deciso dal Signore per distruggere la città di Sodoma, Dio ordinò ai fuggiaschi di andare via senza mai volgersi indietro per nessun motivo a guardare la distruzione. La moglie di Lot (nipote di Abramo), vinta dalla curiosità, si voltò e fu trasformata in una statua di sale.
    Salamelecco
    In arabo, Salam aleik significa 'pace a te' ed è una bella forma di saluto, ma poichè di solito è accompagnata da gesti pieni d'ossequio, gli Italiani, traducendo con la parola salamelecco (usata quasi sempre al plurale) hanno aggiunto ad essa l'idea di inchini, riverenze e smorfie ridicole.
    Stare a martello
    Vale a dire resistere alla censura. L'espressione ci sembra non abbisognevole di spiegazioni essendo di origine intuitiva: colui che riesce a "sfuggire" alla censura vuol dire che ha degli argomenti che non si "rompono" - ovviamente in senso metaforico - sotto i colpi del martello. Il modo di dire vale anche "corrispondere al vero". In questo caso la locuzione fa riferimento al cimento dell'argento: quando non resiste ai colpi del martello vuol dire che non è sincero. Di qui, per l'appunto, l'uso figurato dell'espressione.
    Tabula rasa
    Si sa che gli antichi scrivevano su tavolette. Quando poi volevano usar di nuovo la tavoletta, facevano scomparire lo scritto precedente radendolo. Tabula rasa significava appunto la tavoletta da cui lo scritto era stato fatto scomparire.
    Voce stentorea
    Si dice così per indicare una voce fortissima, fragorosa, perché Omero racconta di un principe greco, Stèntore, che aveva una voce così potente come quella di cinquanta persone riunite.
    April 17

    milla

     
    È per te che sono verdi gli alberi
    e rosa i fiocchi in maternità
    è per te che il sole brucia a luglio
    è per te tutta questa città
    è per te che sono bianchi i muri
    e la colomba vola
    è per te il 13 dicembre
    è per te la campanella a scuola
    è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
    è per te che a volte piove a giugno
    è per te il sorriso degli umani
    è per te un'aranciata fresca
    è per te lo scodinzolo dei cani
    è per te il colore delle foglie
    la forma strana della nuvole
    è per te il succo delle mele
    è per te il rosso delle fragole
    è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
    è per te il profumo delle stelle
    è per te il miele e la farina
    è per te il sabato nel centro
    le otto di mattina
    è per te la voce dei cantanti
    la penna dei poeti
    è per te una maglietta a righe
    è per te la chiave dei segreti
    è per te ogni cosa che c'è ninna na ninna e...
    è per te il dubbio e la certezza
    la forza e la dolcezza
    è per te che il mare sa di sale
    è per te la notte di natale
    è per te ogni cosa che c'è
    ninna na ninna e...

      



     

    April 16

    roberto benigni

    Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira... posso anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto... ma tanto... lo sai perchè mi piace tanto? Perchè mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto... portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo... la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine...